Lo porto avanti da quindici anni, aiutando le persone a fare ordine nella propria situazione finanziaria, collegare i puntini e prendere decisioni consapevoli.
Senza pressioni commerciali e senza promesse irrealistiche, ma con un metodo chiaro e una guida indipendente.
Insieme ad un team di professionisti di altissimo livello vogliamo proteggere le famiglie e le imprese dalle insidie del fai da te, dalla burocrazia e da argomenti che risultano difficili da comprendere, ma necessari da affrontare.
Vogliamo rendere semplice ciò che è complesso, occupandoci per davvero di ciò che conta.
I risultati parlano chiaro, siamo sempre pronti a migliorare, al momento il tasso di soddisfazione è vicino al 100%, grazie a preparazione, etica e coerenza nel prendere in mano le situazioni e portarle a termine con successo.
A fine 2025 è arrivata l'emozione più grande...ed il più grandeimpegno della mia vita: mio figlio Leonardo.
Ha ovviamente sconvolto tutto, ma grazie alle scelte fatte quasi tre anni fa sono riuscito a passarci tanto tempo insieme, nonostante il lavoro: lo porto in ufficio (insieme al nostro cane Hiroki) ed è già sulla buona strada per diventare un bravo consulente anche lui!
A parte gli scherzi, son contento di essere riuscito, insieme alla mia squadra, a creare un luogo di lavoro aperto a tutti, lontano dal solito grigiore tipico delle aziende del mio settore.
Ai primi di febbraio 2026, ho co-fondato Impresa Protetta, un contratto di rete tra professionisti che unisce consulenti del lavoro (uno tra questi nella Top 100 su Forbes!), commercialisti, consulenti aziendali come Analysis for Business tra i migliori del centro Italia, uno degli studi di avvocati più noti d’Italia vincitore del premio agli Insurance Awards, consulenti di finanza agevolata, formatori aziendali e altri professionisti, oltre a me e i miei collaboratori Giovanna ed Edoardo.
Questo progetto è nato dopo il bellissimo evento di successo del 29 ottobre 2025, sulla tutela degli amministratori di azienda, per dare ai privati e alle aziende un servizio di consulenza davvero a 360 gradi, con professionisti di altissimo livello, per rispondere al bisogno di essere seguiti e affiancati nelle sfide del presente e del futuro.
E...niente, la mia è una semplice storia di un ragazzo di campagna che ha fatto della sua passione un lavoro che ama, venuto in “città” per lavoro che ha trovato prima scogli e incertezze, poi l’amore di una vita, la serenità, ha creato una famiglia e un gruppo di lavoro che è una seconda famiglia.
Non mi piace parlare in terza persona, ma ogni tanto serve guardarsi da fuori serve per capire meglio chi siamo.
Ancora non l’ho capito fino in fondo chi sono (è la ricerca più lunga e bella della nostra vita) ma so di sicuro dove voglio andare e cosa voglio fare: aiutare le persone a risparmiare, proteggersi e investire per raggiungere la serenità finanziaria e non, che abbiano le risposte che cercano e una guida in un mondo sempre più complesso.
Se volete conoscermi un po' meglio ho scritto la mia storia nelle pagine qui sotto, e se avete domande o avete voglia di fare due chiacchiere sono qui!
Ho lasciato il posto fisso, una bella RAL, i benefit, perché? Ero forse pazzo?
Ci hanno scritto anche un articolo di giornale che puoi trovare qui.
Comunque no...non credo di essere pazzo, semplicemente non ero più felice. Volevo ritornare ad esserlo, facendo il lavoro che amo, dove il cliente sia davvero il protagonista, non più una compagnia che la fa da padrone, ma più di 15, una società di brokeraggio.
Quello che avevo sempre sognato: avevo l’idea, avevo un bel gruppo di lavoro...ma mi mancava quel mezzo milione di euro per partire e un socio solido che si assumesse gran parte del rischio economico.
Un bel pranzo, persone in gamba che ci hanno fatto un’ottima impressione (sì, era presente anche mamma), un’atmosfera giusta dove abbiamo capito che potevamo percorrere la stessa strada, insieme.
Il resto è storia: siamo partiti in 5 a Livorno, e oggi siamo più di 20, 4 uffici in Toscana, più di mille clienti, tasso di soddisfazione vicino al 100%.
In questi 3 anni la crescita è stata solida e costante, sostenibile, replicabile. Con me lavorano amici che sono diventati colleghi, colleghi che sono diventati amici, sto parlando in particolare di Claudio, Filippo, Elisa, Ilaria, Giovanna, Tommaso, Edoardo, Stefano, Alessio Salotti, Jacopo (il nostro social media manager), Alessio Della Lunga, Barbara, Alessandro, Michele e Nicola, che ringrazio per quello che fanno tutti giorni e per le persone che sono.
Ritengo che il nostro gruppo sia davvero una grande famiglia, dove è possibile portare i bambini piccoli in ufficio, i nostri amici a 4 zampe, dirsi ciò che si pensa con il cuore in mano con onestà d’animo, chiarezza e rispetto. Un luogo dove si guarda prima la persona e poi i numeri, prima il valore umano e poi ciò che si produce, dove non guardiamo l’orologio ma il valore che portiamo nella vita delle persone.
Tra i tanti successi ci sono stati anche momenti difficili, che abbiamo affrontato con grande coesione. Ci sono state delusioni, sconfitte, cadute e ripartenze. Alcuni hanno deciso di intraprendere altre strade, la maggior parte ha la mia stima e auguro loro il meglio.
Il nostro obiettivo per il 2026 è di selezionare i manager del presente, formare i manager del futuro e crescere le nuove leve.
In un momento di grande divertimento e ritmi alti, ho incontrato l’amore della mia vita, Alexandra. Abbiamo iniziato a stare insieme sin da a subito e da giugno 2022 siamo andati a convivere.
Finalmente mi ero stabilito a Livorno ed ho iniziato ad amare questa città, che con i suoi pregi e difetti è veramente unica. Ha una forza bilanciatrice verso di me, che con i miei ritmi “milanesi”, mi riporta alla serenità e al vivere il presente, grazie al mare, bellissimo in qualsiasi stagione, al buon cibo e alla filosofia del lavoro, molto...singolare.
Stavo iniziando a costruire, ho visto un futuro, una famiglia, che non era compatibile con orari da dipendente, responsabilità da imprenditore e spostamenti da carriera militare. Non sarei voluto diventare un padre dal venerdì alla domenica, con tutto il rispetto per chi lo fa. Non sarei voluto diventare un partner in videochiamata.
Nel frattempo vedevo che gli interessi tra cliente, consulenti, azienda e azionisti non erano più allineati. Il futuro era verso un’idea diversa, dove poter affiancare in maniera indipendente le aziende e le famiglie, aiutarle a 360 gradi per davvero.
L’amore è stato a prima vista, il mio progetto è piaciuto subito, l’idea di espandersi in Toscana con il giusto tempo con i giusti passi mi ha trovato concorde e quindi nel marzo del 2023 ho rassegnato le mie dimissioni.
Quando tutto sembrava tornare a filare liscio, ci fu il COVID, durante quei mesi di riflessione forzata mi è passata davanti tutta la vita. Mi sono concentrato nuovamente sul lavoro, grazie all’online ho aumentato la base clienti, in tutta Italia. Questo nuovo metodo di lavoro è stato molto apprezzato, nonostante in momento difficile, siamo riusciti a rimanere vicini, anche se da lontano, con molte famiglie e imprese.
Ho dedicato molto tempo a studiare, ad informarmi e ad aiutare molte aziende a beneficiare dei contributi messi in campo nell’emergenza. E’ stato l’anno più produttivo della mia vita, nonostante la discesa repentina dei mercati e la successiva ripresa, la voglia di tornare a vedere le persone dal vivo, di stringere le mani, di abbracciare un amico, un cliente era veramente tanta.
Piano piano siamo tornati alla normalità ma ho capito che nell’azienda dove lavoravo niente era più come prima: venivano pretesi ritmi che avevamo in pandemia con la riapertura, un mix di call infinite, obiettivi esagerati, che noi comunque riuscivamo a superare.
Come sarà successo a molti di voi, il COVID ha fatto riflettere, unito al lutto di mio padre e alla scomparsa l’anno successivo della mia cara nonna Rosanna, che mi ha cresciuto ed è sempre stata un pilastro della nostra famiglia.
Mi sono reso conto di tante cose: cercavo un equilibrio, tra vita lavorativa, famiglia, amici, sport, amore, affetti. Non era facile, anche se con le nuove tecnologie avrebbe dovuto essere tutto più facile. Ho capito quanto i soldi fossero una conseguenza del valore portato alle famiglie e alle imprese, sommato al duro lavoro, ma non volevo più negoziare.
Non volevo più essere spostato come un oggetto, non volevo essere un numero, non volevo che i clienti fossero trattati come bancomat.
Volevo qualcosa di più, un qualcosa di mio, di nostro, dove il cliente fosse veramente al centro e dove potessi lavorare da casa, in ufficio vicino a me, ovunque con chiunque avessi l’opportunità, con indipendenza, competenza, senza essere più legato alla grande azienda che aveva richieste e atteggiamenti al limite dello schiavismo.
Nel 2021 mi sono lasciato, con dolore e dispiacere, ma non vedevo più un futuro in quella relazione. Anche il mio innamoramento per la “grande azienda” stava terminando, dopo anni di promesse, stavo diventando ispettore (direttore di filale), il viaggio è stato bello e faticoso. Ma quando sono arrivato in cima ho capito che non era quello che volevo.
La rifondazione della mia vita era appena all’inizio.
Uno scontro con gli scogli di Calafuria, questo fu l’impatto i primi mesi a Livorno, un modo diverso di lavorare, un portafoglio simile ad un campo minato, con clienti arrabbiati e tante situazioni da risolvere. Grazie a Dio ho incontrato tre meravigliosi colleghi (Jacopo, Elisa e Luca), che sono diventati amici e due di loro ancora oggi fanno parte del gruppo di lavoro.
Ad aprile dopo tante giornate a lavorare fino a tardi la situazione era migliorata, invece quella brutta malattia tornò a mio padre, probabilmente dalla cicatrice dell’operazione. Mesi difficili, di avanti e indietro da Riotorto a Livorno, lavorando e cercando di dare una mano a casa.
A settembre vidi l’ultimo gran premio con mio papà, la vittoria di Leclerc a Monza. Un venerdì mi chiamo mia madre, babbo si era sentito male. Da lì fu un peggioramento continuo, un’operazione per dargli dignità negli ultimi giorni. A ottobre ci ha lasciato, con grande dispiacere di tutti e un affetto da parte di tutto il paese che ricordo ancora con emozione.
Mio fratello Tommaso aveva solo 15 anni, ho cercato di seguirlo come fratello maggiore, di non diventare un surrogato di babbo, a volte con successo altre no, ma con un bene immenso. Quell’evento è stato uno spartiacque, una di quelle cose dove ricordi il primo come un’altra vita e il dopo tutto da scrivere.
Rientrai a lavorare dopo 3 giorni, con una nuova consapevolezza: la vita era una, non ne abbiamo di scorta. Sono tornato a giocare a calcio, con un obiettivo chiaro, cercare di sentirlo, di percepirlo anche da lassù. Dopo infortuni e difficoltà, sono riuscito alla terza partita a segnare e dedicargli il gol, l’ultimo della mia carriera, abbracciato con mio fratello, l’ultimo prima che venissero sospesi i campionati per il Covid.
E’ stato un bel momento, l’inizio di una seconda vita.
Nel frattempo mio padre si ammalò di un brutto male: l’ancora della mia famiglia, quella persona che credevo invincibile all’improvviso era vulnerabile.
Lasciai il calcio, scuola di vita e sport di ineguagliabile emozione per far spazio e darmi la possibilità di essere presente in famiglia e al lavoro. Abbandonai la politica, grande maestra di vita, pochi anni intensi, molto formativi che mi hanno insegnato tanto e insieme all’università di Scienze Poltiche mi hanno costruito una visione geopolitica e macroeconomica molto utile.
Fortunatamente dopo una lunga operazione babbo riuscì a vincere la battaglia, o almeno così pensavamo tutti, per 6-7 mesi tornò in forze e sembrava totalmente guarito.
In quel periodo, un giorno di dicembre del 2018 mi fu fatta una proposta in una stanza del mio amato ufficio di Piombino, dove mi fu detto che c’era bisogno di me a Livorno, la sede del polo ispettivo. Io senza esitare, accettai seguendo le orme di mio padre che aveva fatto lo stesso nel sindacato.
Ho iniziato a lavorare nel settore assicurativo e finanziario nel 2014, mentre stavo studiando Scienze Politiche, ero candidato sindaco e giocavo a calcio in Eccellenza.
Ero nell’apice del mio amore per il lavoro e la finanza tra il 2016 e il 2018, la mia tesi sulla politica monetaria delle più grandi banche centrali è stata pubblicata come libro da una casa editrice, oggi è trai 10 libri più letti del settore.
Ho iniziato a capitanare una squadra di giovani in gamba che ho selezionato e cresciuto, siamo diventati un bel gruppo, abbiamo scritto un eBook sulla previdenza e abbiamo scalato le classifiche aziendali nazionali.
Nel frattempo ho seguito il Master in Finance ISB, dove ho conosciuto i professori Carlo Banti e Michele Clementi. Quest’ultimo mi ha cambiato la vita: amante delle gestioni separate e degli investimenti sicuri, esperto negli degli scandali delle banche regionali fallite e di MPS sull’orlo del baratro. Grazie a lui ho scoperto un approccio olistico alla finanza, molto comportamentale, e al contempo tecnico con approfondimenti che mi hanno fatto capire davvero il mondo dove viviamo.
Dopo pochi mesi ho superato l’esame da consulente finanziario con un ottimo punteggio.
Nel mio paese, metà degli abitanti sono diventati miei clienti, il lavoro andava a gonfie vele, sono diventato un riferimento sui social per colleghi e appassionati, ho aperto un canale Telegram “Fioretti e Finanza”, che aggiornavo quotidianamente con un seguito in salita.
Sono figlio di un’infermiera, Paola: amante del prossimo, ha dedicato la sua vita ad un professione di aiuto, colonna portante della mia vita, di famiglia umile, emigrata in Toscana dalla Liguria per amore di un operaio, Giordano, diventato sindacalista per fare del bene, lottare per il giusto, persona di animo buono e sangue caldo.
Mi sono innamorato della finanza studiando uno dei momenti più difficili della storia recente, la crisi del 2008.
Mentre sfogliavo e leggevo quel libro pieno di grafici e di numeri, ho capito quanto la sovrastruttura capitalistica creata dall’uomo, impostata come una macchina perfetta, fosse andata a sbattere contro un muro. Sei milioni di persone negli Stati Uniti senza casa, otto milioni senza lavoro...e voi vi chiederete: cosa mi ha fatto innamorare, cosa mi è piaciuto di questo disastro?
Ho studiato a fondo gli eccessi della finanza, ma ho guardato dentro al valore del mercato dei capitali per far lavorare le risorse da chi ne ha in eccesso, verso chi ne ha bisogno. I risparmiatori che prestano soldi agli stati, le aziende che non possono più finanziarsi con le banche che aprono le porte a nuovi azionisti (soci).
Una danza dove 1 + 1 potrebbe fare 3, senza esagerare...un’occasione per le persone normali di raggiungere la serenità finanziaria.
Ma oggi, come è possibile essere sereni? In un mondo contraddistinto da migliaia di stimoli, di professionisti che dicono il contrario dell’altro? Chat bot che sembrano affidabili, che danno risposte ragionevoli, ma a volte si sbagliano di grosso con grande nonchalance.
La mia idea è sempre stata che fosse possibile rendere più serene le persone che ho incontrato e affiancato a livello lavorativo. Per anni l’ho fatto con entusiasmo anche da monomandatario (lavorare con una sola compagnia), cercando di dare il meglio al cliente, di ciò che avevo a disposizione, con grande etica e responsabilità.
A volte con buoni risultati, altre volte volte con risultati al di sotto delle mie aspettative, soprattutto per costi nascosti, celati con maestria e una esagerata cautela negli investimenti che ha fatto perdere opportunità ad alcuni di loro.